Parco Archeologico di Broglio

Su un’altura posta tra la fiumara Saraceno e l’abitato di Trebisacce si trova il Parco Archeologico di Broglio, uno dei siti protostorici più importanti della Calabria. L’area di Broglio è stata abitata per circa mille anni da comunità appartenenti alla civiltà degli Enotri, popolazione indigena presente nell’Italia meridionale prima dell’arrivo dei coloni greci. La posizione strategica del sito, su un rilievo naturale con ampio controllo visivo sulla costa e sulla piana sottostante, ne favorì lo sviluppo come insediamento stabile e organizzato. Gli scavi archeologici, avviati negli anni Settanta del Novecento, hanno portato alla luce resti di abitazioni, strutture insediative e numerosi reperti che consentono di ricostruire aspetti della vita quotidiana, dell’economia e delle relazioni culturali di queste comunità. Tra i materiali rinvenuti figurano ceramiche e oggetti che attestano contatti con l’area micenea già nel II millennio a.C., a testimonianza di scambi e collegamenti tra le popolazioni locali e il mondo egeo. Il sito di Broglio documenta dunque una fase precedente alla colonizzazione greca della vicina Sibari, offrendo un quadro prezioso delle dinamiche culturali e commerciali che interessavano la Calabria ionica in epoca protostorica. La presenza di strutture abitative e di reperti importati o ispirati a modelli esterni conferma l’esistenza di reti di relazione e di una società capace di interagire con contesti mediterranei più ampi.

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